giovedì 22 settembre 2011

Il futuro è arrivato a San Cesareo

Grazie agli introiti dell'innovativa costruzione StarTrekkiana visibile in piazzale Dell'Autonomia, ecco possibile "....avvio alla realizzazione di impianti nel territorio comunale per la produzione di energia da fonti rinnovabili (solare fotovoltaica e cogenerazione), con i quali oltre che eliminare i costi dell'energia per la pubblica illuminazione, il Comune potrebbe avere vantaggi economici vendendo all'ENEL parte dell'energia prodotta.
Creazione di piste ciclabili e di percorsi ginnici, resta uno dei punti prioritari unitamente alla bonifica di tutte le discariche abusive. Intendiamo salvaguardare l'ambiente....."
alla prossima puntata.

* Perchè non BOICOTTIAMO il gestore telefonico che ha messo l'antenna??????? ** il testo è tratto dal programma elettorale UNITI PER S. CESAREO ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 2008

domenica 29 novembre 2009

Urbanistica a San Cesareo!!!!!!


In data 28/11/2009, nella sala del teatro di San Cesareo, si è tenuto un incontro di notevole interesse per la cittadinanza “SITUAZIONE URBANISTICA DI SAN CESAREO”, relatori Sergio De Grandis e Marina Grossi, sono stati invitati a partecipare insieme alle forze politiche, le associazioni e l’amministrazione comunale.
Con grande rammarico dei partecipanti proprio quest’ultima si è guardata bene dal partecipare, mentre dalle associazioni è stata presente soltanto la Proloco.
Oggetto della questione è stato il PRG ormai datato 1982 è in dirittura d’arrivo nei i prossimi mesi!!!!!!!!!
Il dibattito si è svolto in un clima tranquillo (molto), per i partecipanti e le domande che ne sono scaturite hanno trovato parziali risposte, mancando gli interlocutori principali responsabili della realizzazione del P.R.G..............
La domanda che ci siamo posti alla fine è stata la seguente: il Piano Regolatore Generale sarà attivato????????

lunedì 9 marzo 2009

Truffa dei rifiuti a Colleferro 13 arresti e sequestro dell'impianto

smantellata la dirigenza del termovalizzatore
Falsificati i certificati di analisi: nel sistema di riciclo finivano anche materiali tossici
Carabinieri all'ingresso del termovalizzatore di Colleferro (Auci/Gmt)
Carabinieri all'ingresso del termovalizzatore di Colleferro (Auci/Gmt)
ROMA - Un termovalorizzatore moderno, un modello di tecnologia. Quello di Colleferro. Ma dentro ci finiva di tutto, con pesanti conseguenze sull'ambiente circostante. E’ questa l’accusa per cui nella notte tra domenica e lunedì i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma hanno eseguito 13 ordini di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessi dal gip del tribunale di Velletri, nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Gli investigatori hanno poi anche deciso il sequestro dei due termovalorizzatori dell'impianto di Colleferro.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando «tutte le norme previste». Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell'Arma, arriva «di nascosto» dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi.

GLI INQUIRENTI: «PROVE INEQUIVOCABILI» - Le indagini del nucleo ecologico dei carabinieri - spiega una nota - hanno permesso di raccogliere «inequivocabili elementi di responsabilità a carico dei soggetti che conseguivano ingiusti profitti, rappresentati dai maggiori ricavi e dalle minori spese di gestione dei rifiuti che venivano prodotti e commercializzati come Cdr (combustibile da rifiuti) pur non avendone le caratteristiche, qualificabili, in parte invece, come rifiuti speciali anche pericolosi e quindi non utilizzabili nei forni dei termovalorizzatori per il recupero energetico».

L'ORIGINE DELL'INCHIESTA - Era stata la denuncia di un ex dipendente a far partire le prime indagini. Il capo-turno si presentò con un campione di rifiuti da analizzare, estratto da una vasca per il trattamento dei rifiuti che presentava picchi anomali di HCl (acido cloridico) e SO2 (biossido di zolfo). Il campione sotto forma di cilindro è stato poi fatto analizzare dall’Arpa di Frosinone che non lo ha repertato come «materiale non identificabile come cdr» bensì «rifiuto speciale e pericoloso per la presenza di idrocarburi».

I REATI - I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere; attività organizzata per traffico illecito di rifiuti; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico; truffa aggravata ai danni dello Stato; favoreggiamento personale; violazione dei valori limiti delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni; accesso abusivo a sistemi informatici.

IN MANETTE I DIRIGENTI DEL CONSORZIO - A finire in manette la dirigenza del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per i ciclo dei rifiuti. Tra di loro anche il direttore tecnico e responsabile della gestione dei rifiuti degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, Paolo Meaglia; un dirigente dell’Ama; soci e amministratori di società di intermediazione di rifiuti e di sviluppo di software, chimici di laboratori di analisi. I militari oggi hanno provveduto anche a notificare 25 informazioni di garanzia.

IL CORRIERE DELLA SERA 09/03/2009

domenica 25 gennaio 2009

ANCORA A PROPOSITO DELL'ACEA

Invitiamo il Comune di San Cesareo a porre questa domanda all'Acea:
La convenzione di cooperazione dell'ATO 2 che è il documento madre che regola la nuova gestione da parte dell'ACEA ATO 2 SpA, all' articolo 3 prevede tra l'altro "la tutela dei cittadini non abbienti da attuare attraverso meccanismi di compensazione tariffaria" . Tale documento è stato siglato da tutti i Comuni il 9 luglio 1997. I Comuni dell'ATO 2 hanno cioè affidato il servizio idrico integrato ad ACEA con la precisa clausola di far pagare meno i cittadini di basso reddito. Ad oggi questa norma di giustizia e solidarietà non è rispettata.
Sinistra Democratica rivolge un nuovo appello al Sindaco, all'amministrazione comunale e ai gruppi consiliari di farsi promotori di un più vasto movimento per porre fine ai continui soprusi
da parte dell'ACEA, come gli aumenti tariffari decisi unilateralmente e la mancata applicazione degli accordi presi in sede di conferenza con i Comuni.
L'acqua è un bene pubblico e non una merce per aumentare i profitti della multinazionale SUEZ e di Caltagirone.

Sinistra Democratica
circolo di San Cesareo

domenica 18 gennaio 2009

ACQUA NON MERCE, MA BENE COMUNE

SINISTRA DEMOCRATICA
FEDERAZIONE CASTELLI ROMANI-LITORANEA-MONTI LEPINI-VALLE DEL SACCO
VENERDI' 23 GENNAIO ORE 16.30
ENOTECA COMUNALE
Piazza della Repubblica- GENZANO DI ROMA
ACQUA NON MERCE, MA BENE COMUNE
Seminario di approfondimento sulla gestione dell'acqua
Per informazioni ed iscrizioni: tel. 3351730604-email: info@castelli.it

giovedì 1 gennaio 2009

AUGURI

BUON 2009

lunedì 15 dicembre 2008

Aumenti della bolletta dell'acqua in vista?

Crisi idrica, acqua all'arsenico, fognature fatiscenti. Al vero sfacelo nella gestione del sistema idrico integrato nella Provincia di Roma, l'Ato 2 e ACEA rispondono chiedendo ai sindaci di aumentare la bolletta. Non importa se siamo alle soglie della peggiore crisi finanziaria dal dopoguerra ad oggi; non importa se la salute dei cittadini viene messa a rischio con acqua contaminata da arsenico ed altri metalli. Al gestore privato interessa solo fatturato, tariffa e profitti da mettere a bilancio. Questo è il risultato della privatizzazione della nostra acqua.
L'ACEA propone un aumento del 6,09% (4,59% di aumento più l'1,5% per compensare i mancati introiti decisi da una sentenza della Corte Costituzionale, che ha stabilito che non sarà possibile far pagare la depurazione se questa non viene fornita).
La documentazione relativa agli aumenti , è stata inviata ai sindaci pochi giorni prima della Conferenza, impedendo così di discutere nei Consigli Comunali le decisioni che dovranno essere prese.
La democrazia degli Enti Locali, il potere dei nostri rappresentanti è di fatto subordinato al potere di decisione delle Società per azioni. La democrazia si è liquefatta. Noi cittadini abbiamo votato i consiglieri comunali e non i consiglieri di amministrazione di ACEA: vogliamo quindi che siano i consigli comunali a decidere sulle tariffe dei servizi pubblici locali.
La Corte Costituzionale ha deciso recentemente che è illegittimo chiedere una tariffa per un servizio di depurazione se questo non viene servito. Sembra una norma di buon senso, ma la legge Galli - che concepì l'attuale sistema di gestione dell'acqua - prevedeva che il servizio di depurazione dovesse essere pagato comunque. Ora di fronte ad una sentenza importantissima, che stabilisce un principio di giustizia, la segreteria tecnica operativa dell'ATO 2 propone di compensare il mancato guadagno del gestore privato con un aumento tariffario. Non solo. Isoldi fino ad oggi pagati dai cittadini per la depurazione delle acque dovevano essere versati in un fondo separato: ora l'ATO 2 è costretto ad ammettere che questo fondo non è mai stato istituito. Cosa accadrà quando i cittadini chiederanno indietro i soldi per un servizio mai fornito? Perchè il fondo non è mai stato istituito?
La gestione privata che sottrae ai comuni l'acqua non ha mai comportato il miglioramento del servizio idrico. I problemi che avevamo prima continuano anche adesso, con più una tariffa che si vuole aumentare senza alcuna discussione nei Consigli Comunali, con i Sindaci che possono esprimere solo un parere.
Noi non vogliamo che venga finanziata la speculazione sull'acqua e sui servizi pubblici.
Vogliamo sapere come il sindaco di San Cesareo intenda impedire l'ennesimo danno a spese dei cittadini.

Daniele Baccarini
circolo Sinistra Democratica
di San Cesareo

venerdì 5 dicembre 2008

Crisi del capitale, attacco al lavoro, la precarietà del vivere


L’ERNESTO
Rivista Comunista
San Cesareo
(CASTELLI ROMANI- ROMA)

Giovedì 18 Dicembre ore17,30
Presso il Ristorante”Torraccio” Via Casilina, Km 30

Crisi del capitale, attacco al lavoro, la precarietà del vivere:
IL RUOLO E LE PROPOSTE DEI COMUNISTI

Saluti: Danilo Marra - Segr. Fed.ne PRC Castelli Romani
Giovannino Sanna – Segretario Fed.ne PdCI Castelli Romani

Introduce: Gualtiero Alunni - Comitato Politico
Intervengono:

Roberta Fantozzi - Segreteria Nazionale PRC
Oliviero Diliberto – Segretario Nazionale PdCI
Fabrizio Tomasselli - Coord.re Naz.le SDL Intercategoriale
Barbara Cosimi – Lavoratrice Call Center Atesia
Fosco Giannini – Direzione Nazionale PRC

Presiede: Antonio Pisa - Segretario C.lo PRC S. Cesareo

Aderiscone all’iniziativa i segretari circoli PRC: Franco Giacomin, Maurizio Spezzano, Leopoldo Varesi, Erminio Soldati.
Sezioni PdCI: Gianni Ghirelli, Andrea Sebastianelli, Massimo Preziosi, Riccardo Tiberi.

Ore 21,00: CENA SOCIALE (10 €)
Per info: 3391020869 – 3332152909


martedì 25 novembre 2008

L’ORO DI ROMA

In questi mesi i cittadini romani hanno spesso dato vita a forme di protesta: se si facesse la raccolta differenziata, dicono, non ci sarebbe bisogno di bruciare tutto. La discarica di Malagrotta è la più grande d'Europa, ci finiscono dentro i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano. Appartiene alla società E. Giovi di Francesco Rando, mentre il capitale è dell'avvocato Manlio Cerroni: il monopolista romano dello smaltimento dei rifiuti.
Nella zona di Malagrotta, oltre alla discarica e al futuro gassificatore ci sono: un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, una raffineria e quattro impianti per lo stoccaggio dei carburanti. Tutte strutture che secondo la legge “Seveso 2” del 1999 vanno monitorate anche perché secondo l'Arpa le condizioni della falda e dei corsi d'acqua della zona sono pessime. Il gassificatore di Roma, che è ancora sotto collaudo e che è finito in questi giorni sotto l’occhio della magistratura, è costato a Manlio Cerroni 350 milioni di euro, la metà recuperati con il contributo dello stato sul Cip6 e smaltirà fino a 500 tonnellate di combustibile da rifiuti al giorno e genererà energia per 36 megawatt che verranno venduti sul mercato.
L'Unione europea aveva emanato nel ‘99 una direttiva in base alla quale avrebbero potuto essere smaltiti solo rifiuti pretrattati, cioè quelli scartati dalla raccolta differenziata. Ma da noi la direttiva Ue viene trasformata in decreto nel 2003 e applicata solo nel 2005. E comunque fino al 2008 le discariche italiane, in barba all’Ue, hanno continuato a smaltire rifiuti indifferenziati grazie al meccanismo delle proroghe. Malagrotta è in proroga dal 2005 e dovrebbe essere chiusa il 31 dicembre del 2008. Nel piano regionale di Marrazzo, si prevede che al suo posto, venga individuata un'altra discarica, sempre di proprietà di Manlio Cerroni.
A Roma l'Ama, l'azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti, non gestisce alcuna struttura di peso nel ciclo dello smaltimento. Confronto con Berlino, una città che ha più abitanti di Roma, dove la differenziata raggiunge il 41% e dove le discariche anziché aprirle si chiudono.
Per vedere il video

giovedì 13 novembre 2008

INFORMAZIONE e DEMOCRAZIA

VENERDI' 21 NOVEMBRE ore 18:30
TEATRO COMUNALE, Via Garibaldi

Grottaferrata (RM) ( ex teatro Sacro Cuore)
conferenza-dibattito su
INFORMAZIONE e DEMOCRAZIA
presentazione del progetto Pandora
GIULIETTO CHIESA
giornalista ed europarlamentare
conduce Enrico Del Vescovo
Organizza: Associazione Culturale Alternativ@Mente, www.alternativamente.info

venerdì 7 novembre 2008

REVIVAL NUCLEARE

Coerentemente al clima di revival nucleare che il nostro paese sta vivendo, ieri i giornali riportavano con evidenza il via ufficiale al cantiere slovacco per il completamento di due reattori nucleari. Sembrava quasi che non si parlasse di Slovacchia ma di Italia e che per il nostro paese si trattasse del ritorno ufficiale al nucleare, dopo il referendum del 1987. Dunque "una scelta strategica ed industriale", quella di Enel, di grande importanza per il nostro paese, ormai deciso a non perdere il treno del rilancio mondiale del nucleare. In realt, guardando ai fatti, parlare di rilancio o di rinascimento nucleare assolutamente falso. In settembre, il giorno 11 per l'esattezza, l'Agenzia Internazionale per l'energia Atomica (IAEA) ha diffuso un aggiornamento sulla situazione mondiale dei reattori civili (2008 World nuclear industry status report - [1]http://www.iaea.org/NewsCenter/News/2008/np2008.html) in cui pur pronosticando un aumento della produzione elettrica nucleare nel 2030, l'IAEA ha dovuto ammettere che nel 2007 la quota di energia elettrica nucleare scesa dal 15% al 14% (in Italia i sostenitori parlano ancora del 16%, valore relativo al 2005). Considerando l'Unione Europea, il calo ancora pi drastico, pari al 6% rispetto all'anno precedente, ovvero 60 TWh (miliardi di KWh) di corrente in meno, equivalenti pi o meno alla produzione annua di una decina di reattori. Come mai questo calo? Innanzitutto le sette unit della centrale di Kashiwazaki, in Giappone, sono bloccate da luglio 2007, quando un terremoto colp quella zona; sei reattori in Germania sono in manutenzione e diverse unit francesi sono anch'esse state sospese per alcuni problemi emersi negli apparati di generazione del vapore, con effetti anche nel 2008. A questi problemi si aggiunge il fatto che nel 2007 nessun nuovo reattore entrato in funzione mentre altre fonti sono cresciute, 19.865 i MW installati solo nell'eolico (Fonte Global Wind Energy Council). E il futuro? L'impianto russo di Balakovo 5 stato annullato. Dei 36 reattori attualmente in costruzione 11 risultano in questo stato da almeno venti anni, l'unico reattore statunitense di cui si ripresa la costruzione nel 2007 era stato iniziato nel 1972. Quindici impianti non hanno una data prevista di stat-up. Insomma non esattamente un quadro esaltante. Fra il 2004 e il 2007 sono stati completati 14 reattori, tutti in Asia ed Europa dell'Est dove i tempi di costruzione sono stati molto lunghi: i 4 reattori dell'est hanno impiegato dai 18 ai 24 anni per essere completati. In sostanza solo Russia, Cina ed India sono lanciati nel nucleare, ma va detto che si tratta di paesi con grande richiesta di energia che si stanno rivolgendo verso tutte le fonti disponibili (L'India nel 2007 ha installato 7.800 MW di eolico e la Cina 5.900 MW, in Italia 603). Tornando alla nostra multinazionale elettrica, che ha deciso di terminare i due reattori della centrale slovacca di Mochovce va fatta qualche sottolineatura. Innanzitutto la spesa: per completare i due reattori di potenza complessiva di 880 MW sono preventivati 2 miliardi e 775 milioni di euro, (per una centrale termica in cogenerazione di analoga potenza ci vuole un terzo di questa cifra), se ne tenga conto quando si parla dei costi del nucleare. Soldi che non arriveranno da alcun prestito perch ancor prima dell'attuale crisi finanziaria nessuna banca aveva accettato di finanziare questa opera (neppure Intesa San Paolo). Le azioni di Slovenske Elektrarne perci sino al completamento dell'opera non genereranno alcun profitto, cosa poco simpatica per Enel in un momento come questo in cui deve contare sulle proprie entrate di cassa visto che la "leva finanziaria" si rotta. Dovr pertanto rinunciare a qualche investimento come ha ammesso l'amministratore delegato dichiarando che: " necessaria una maggiore prudenza sui nuovi investimenti"(MF). Speriamo non siano investimenti nelle fonti rinnovabili. La verit che Enel sta facendo buon viso a cattivo gioco, il completamento di Mochovce era uno dei "prezzi" del piano di acquisizione di Slovenske Elektrarne ed ora viene "venduto" come biglietto da visita all'opinione pubblica italiana in linea con l'orientamento governativo di costruire 4/5 nuove centrali nucleari (ieri la Camer ha approvato la creazione della nuova Agenzia per la sicurezza del nucleare). Oggi, solo per fare un esempio, con 2 miliardi e 775 milioni di euro si impiantano 2.000 MW di eolico, un sistema che come altre rinnovabili, genera pi energia, pi posti di lavoro e maggior riduzione di emissioni di CO2 del nucleare, il quale rappresenta il vecchio non il futuro. Del resto i due "nuovi" reattori slovacchi VVER ( acronimo di Vodo-Vodyanoy Energetichesky Reaktor reattore energetico ad acqua pressurizzata) sono frutto della tecnologia sovietica degli anni Settanta e i lavori furono sospesi 15 anni fa per mancanza di finanziamenti. Venderli per "nuovi" opinabile. Roberto meregalli [[2]roberto@beati.org] Beati i costruttori di pace - Retelilliput Maggiori info sul nucleare su: [3]http://www.beati.org/nuclearecivile

mercoledì 5 novembre 2008

LA SINISTRA CONTRO I PRIVILEGI

Il circolo di san Cesareo di Sinistra democratica invita tutti i cittadini a firmare per il referdum contro il lodoAlfano presso il banchetto organizzato per domenica 9 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 12,30 in piazza G. Cesare.Sinistra Democratica Circolo di San Cesareo

martedì 28 ottobre 2008

C’eravamo tanto amati!!!!!!!

Una cosa in “Comune” l’abbiamo avuta…. Una data, un’anniversario “1990” ma l’idillio è già sfumato!!! È vero lo ammetto, io Cittadina da circa 20 anni, San Cesareo comincia a starmi stretto.
Come in tutte le relazioni, i problemi sono insorti già da un po’ di tempo. Ho iniziato a soffrire di claustrofobia dentro l’Ufficio Postale, mi è venuta l’ansia di portare il figlio a scuola, e non trovare parcheggio (visto che devo farlo assolutamente in automobile per poi recarmi a lavoro), l’incubo (non dite che sono eccessiva) di attraversare la Casilina, sia come pedone che come automobilista, per recarmi al vicino laboratorio di analisi, (Via G. Amendola). Proprio qui si è verificato l’ultimo episodio, che ha rotto definitivamente il connubio :
la Casilina in quel tratto ha beneficiato di un aumento di ampiezza ed è svanita la possibilità di mettere un semaforo, per i pedoni (almeno)
RISULTATO ?! Tale tratto si è trasformato in un’autostrada a 3 corsie, con scarsa visibilità per chi proviene da Frosinone, attraversarla nelle ore di pinta diventa un’impresa.
Ma non finisce qui……nel pomeriggio (28/10/2008) ho lasciato l’auto nel parcheggio attiguo a Via G. Amendola, nel dover tornare a casa, uscire dal suddetto mi è sembrata una prova a dir poco ardua, nel far retromarcia ho visto “sfrecciare” auto provenienti dalla Casilina ad una velocità che non si addice ad un parcheggio.
Le ho seguite incuriosita con lo sguardo….. Ho scoperto la incauta e illegale furbizia di questi spegiudicati, tagliare per il parcheggio, e riuscire all’altezza della Farmacia Comunale per sviare i rallentamenti…. Un assurdo bypass, a velocità sostenuta… e sul serio credetemi con la fitta pioggia, il traffico dell’ora di punta, non sapevo più da che parte guardare……..è diventato così difficile sopravvire a San Cesareo!!!!!!

Maria Cristina

http://maps.google.it/maps?t=h&hl=it&ie=UTF8&ll=41.822798,12.798396&spn=0.003374,0.006834&z=17

lunedì 20 ottobre 2008

Al Sindaco del Comune di San Cesareo

Apprendiamo dai suoi comunicati, che ha deciso di rescindere il contratto per la gestione dei RFU dal consorzio Gaia per affidarlo all'AMA.
Quello che ci lascia più sconcertati è la sua dichiarazione, che viene passata come un'enorme favore ai cittadini,e cioè che gli aumenti del servizio saranno a totale carico del Comune.
Tale dichiarazione, che vorrebbe a suo parere compiacere quanti hanno firmato la petizione contro gli aumenti discriminati imposti dal GAIA, crea invece maggiore preoccupazione.
Da quali fondi verranno stornati le maggiori spese a carico del Comune nei confronti dell'AMA? quali servizi verranno tagliati?
Mancano invece le risposte fondamentali che i cittadini di San Cesareo chiesero con la petizione organizzata dal Comitato CLARA:
perchè non si fa cenno all' organizzazione della raccolta differenziata che rappresenterebbe un vantaggio in termini economici ed ambientali per il Comune ed i cittadini?
su questa questione fondamentale continuiamo a rimanere nel vago e profondamente arretrati rispetto alle esperienze di altri comuni.
Alla vigilia della campagna elettorale, dal suo assessore Mattogno venne pubblicizzata con grande enfasi l'avvio di una nuova stagione con la promozione del Bilancio Partecipato.
Finite le elezioni si è tornati ad una politica autoreferenziale, enfatica ed autocelebrativa secondo il peggior stile berlusconiano.
Ci dia retta, prenda sul serio i nostri consigli, elusi prima dal suo predecessore Pera ed ora anche da lei, nonostante le ripetute promesse.
Convochi subito le associazioni economiche, politiche e sociali per promuovere congiuntamente delle proposte che portino alla riduzione dei rifiuti solidi urbani e all'organizzazione della raccolta differenziata.
Ciò non porterà sicuramente a modificare la nostra pessima opinione che abbiamo sulla sua Amministrazione, ma le servirà a dimostrare che, nonostante tutto, qualche volta fa anche gli interessi dei cittadini.

sinistra democraticacircolo di san cesareo

sabato 18 ottobre 2008

RSU. PERCHE' NON SI PARLA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA?

Non era questo l'epilogo che volevamo.

Le nostre battaglie riguardo all'aumento della TARSU, erano finalizzate non solo ad evitare un ulteriore aggravio sulle famiglie, ma ad una razionalizzazione delle spese attraverso la raccolta differenziata.

L'Amministrazione Comunale, ha inteso neutralizzare la mobilitazione dell'associazione CLARA con il classico contentino che assomiglia tanto al gioco delle tre carte: non gravare gli aumenti sui cittadini accollando al Comune i costi in eccesso.

Riultato: tariffe ferme all'anno scorso attraverso il meccanismo di attingere alle risorse dell' avanzo di amministrazione, cioè sempre con i soldi dei cittadini che avrebbero potuto essere utilizzati nel miglioramento dei servizi.

Ora vogliamo capire: è questa una misura temporanea, adottata in attesa di istituire il servizio di raccolta differenziata da noi auspicato, o è solo un diversivo per evitare la ripresa della protesta popolare contro gli aumenti imposti dal Consorzio GAIA?

Ad oggi, quello che dobbiamo constatare, è che di fronte alla marea di firme raccolte dall' Associazione CLARA,

nè l'ex sindaco Pera, nè l'attuale Panzironi, si sono sentiti in dovere di ascoltare le proposte avanzate.

Sinistra Democratica, che ha aderito all'Associazione, al di là di semplici strumentalizzazioni politiche, chiede all' Amministrazione senso di responsabilità, facendo chiarezza sulle tappe per arrivare all'istituzione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani che, ribadiamo, applicata con i giusti criteri, porterebbe gradualmente a limitare i costi del servizio per i cittadini e per il Comune stesso, come esperienze ormai collaudate hanno dimostrato.

Siamo pronti ad un confronto con l'amministrazione nell'interesse dei cittadini per arrivare in tempi rapidi ad una soluzione definitiva sulla questione dei costi della TARSU, avanzando proposte ben precise, e mettendo a disposizione dell'amministrazione le esperienze e le consulenze di altri comuni, che già da anni, con successo, hanno istituito la raccolta differenziata con enormi vantaggi economici per le tasche dei cittadini e degli enti comunali promotori.

Auspichiamo un Comune all'avanguardia nel campo, e per questo siamo pronti a mobilitare nuovamente i cittadini per raggiungere lo scopo.

 Sinistra Democraticacircolo di San Cesareo   

martedì 7 ottobre 2008

Bretella e .........



Il 21 aprile 2008 è stato pubblicato un video che mostrava una discarica a cielo aperto sotto la Bretella San Cesareo-Fiano. A distanza di cinque mesi tornati sul posto non solo era presente ancora la discarica,  ma si potevano osservare accumuli di terreno di notevoli dimensioni, provenienti da scavi effettuati nelle zone limitrofe. 

Visione fotografica del degrado ambientale.

venerdì 25 luglio 2008

LETTERA AGLI AMICI " E' AL COLMO LA FECCIA"

Napoli ,12 luglio 2008


Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”
Quando ,dopo Korogocho,ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi ( Nord di Napoli ) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi ,in particolare i neonati, con diossine,nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie……
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto .
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari.Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti ,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti.( E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe” , che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire ( la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.
E così siamo giunti al disastro ! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi ,senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte.Il nostro non è un disastro ecologico-lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari .Ne è prova il fatto che Prodi , a governo scaduto , abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 ( la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro- come dice Guido Viale-Quanto più merda , tanto più oro!”
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone , con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare.Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente ( al 70 %),non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori.E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione.Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti.”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare,come altrove accade, i diritti dei Campani”.
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra ,a contestare la conferenza stampa di Berlusconi , organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone.( La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa ( non ci è stato permesso parteciparvi !)Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra !( Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi ! ).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori!Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera , a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?!Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “ Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi(inserto di La Repubblica ). Sì , sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli(e sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare .
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici , con le reti come Lilliput e con tanti gruppi,
continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .” Qual è dunque il compito del predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità.....Il nostro compito oggi è la temerarietà..Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una santa collera.”
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa. “.I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce-diceva sempre Kaj Munk-Ma mai il camaleonte.”
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava.Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.
Resistiamo!

Alex Zanotelli

domenica 20 luglio 2008

A PROPOSITO DELL'EMERGENZA ACQUA

Le difficoltà registrate in numerosi territori dei Castelli, compreso San Cesareo, nell'erogazione idrica da parte del gestore ACEA, mettono in evidenza le incredibili assurdità derivate dalle scelte politiche ed economiche assunte fin dall'entrata in vigore dell'ATO 2 , e rendono ancora più attuale i principi che le forze della sinistra hanno sempre ribadito: quello che l'acqua è un bene pubblico ed un diritto inalienabile, principi concretizzati
con con l'avvio nel marzo del 2006 della raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico".
Alcuni elementi sono importanti per capire cosa sta succedendo:
diversamente da quello che possiamo immaginare, l'ACEA non è più una società pubblica.
Dal 1998 data della sua entrata in borsa è una società per azioni. Il Comune di Roma detiene il 51%delle azioni, mentre tra gli altri azionisti figurano il gruppo Caltagirone e la multinazionale Suez.
A proposito della SUEZ , è da ricordare che l'alleanza con l'ACEA avviene nel 2002, e nel protocollo d'intesa del 12 novembre 2001 si legge:
"nessuna parte farà qualsiasi annuncio pubblico o comunicato stampa relativamente al presente protocollo o ad uno qualsiasi degli atti ed operazioni che ne costituiscano esecuzione." E' stato in seguito chiaro che si preparavano a gestire il colossale affare derivato dall'introduzione della legge Galli con la ripartizione in bacini idrici.
L'affidamento all'ACEA del bacino ATO 2 avverrà stranamente con un affidamento diretto, senza gara pubblica.
Al momento della firma di convenzione di gestione dell'ACEA ai 108 comuni della provincia, a questi viene accordato il diritto di possedere il 0,000003% del capitale, pari ad una azione, e con questo i comuni vengono esautorati da ogni possibilità decisionale nella gestione del servizio idrico nel proprio comune.
Non solo, ma gli utenti vengono espropriati anche del diritto all'informazione sulle scelte che li riguardano.
All'articolo 12 della convenzione, si legge infatti che Le parti, quindi Comuni e ACEA, dovranno mantenere la riservatezza su tutti gli atti, notizie ed informazioni relative alle altre parti di cui sono venuti a conoscenza durante la sottoscizione del Patto o durante la sua attuazione. La stessa riservatezza va mantenuta in occasione della loro partecipazione in ACEA in ATO 2. Vale a dire: non solo i Comuni non contano più nulla, ma sono obbligati a non fornire alcuna informazione ai propri cittadini.
Veniamo agli investimenti: questi sono suddivisi al 35% a favore dei Comuni e il 65% a favore del Comune di Roma.
Di fronte a maggiori investimenti su Roma, questa gode di tariffe più basse rispetto alla Provincia.
Quali sono i veri motivi della carenza idrica nei nostri territori? Sicuramente l'abbasssamento delle falde idriche
per l'eccesso di antropizzazione rappresenta un serio problema da affrontare, in quanto questo, tra l'altro aumenta le percentuali di arsenico presenti nell'acqua.
Viene però da chiederci: ci sono altri motivi che ci vengono nascosti? Si è investito abbastanza nella provincia? l'emegenza acqua, non può essere anche un modo per giustificare appalti diretti anzichè indire gare pubbliche?
I Comuni interessati prendano atto di questa situazione assurda, apriamo insieme alle istituzioni, ai cittadini e
ai comitati una vertenza generale sull'acqua con l'ACEA, rivendichiamo il diritto all'informazione e alla trasparenza sulla gestione del bene primario per ogni cittadino, lottiamo per il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua.

Daniele Baccarini
del Comitato Federale dei Castellidi Sinistra Democratica

giovedì 29 maggio 2008

PUNTO E... A CAPO

PUNTO E... A CAPO
RITORNA UN FOGLIO MILITANTE
DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE NON SI RASSSEGNANO
A CREDERE CHE PER SOPRAVVIVERE BISOGNA TRASFERIRSI AL CENTRO

Ritorna "Il Punto". Per chi ha seguito le vicende politiche locali, si ricorderà di questo semplice ma indispensabile strumento di comunicazione del circolo dei DS di San Cesareo.
Oggi si ripresenta in una nuova veste, sempre attento alle problematiche locali, provocatorio ma attendibile, di parte ma non settario, forse insopportabile per qualcuno ma indispensabile per capire la realtà politica di San Cesareo.
La sfida che oggi si propone "Il Punto" è resa ancora più complicata dalla nuova stagione politica caratterizzata dallo scioglimento dei DS, dalla nascita di un'informe ed incerta forza politica quale è quella del Partito Democratico, dalla scomparsa della sinistra dal parlamento italiano, dalla sconfitta del centro sinistra a livello nazionale e dalla continuità della politica del "che te serve? " e della lobby economica al governo del paese.
"il PUNTO" diventa oggi l'organo di riferimento della Sinistra Democratica di San Cesareo, ma vuole essere lo strumento militante e la voce, di tutti quelli che vogliono avere un punto di vista di sinistra, e quando diciamo di sinistra intendiamo quella sinistra riformista, laica e libertaria, ancorata ai valori del socialismo europeo, vicino al modello del PSOE di Zapatero.
Vogliamo, scusate l'ambizione e l'espressione, essere il megafono di tutti coloro che ancora riescono ad "incazzarsi" per tutto quello che non va e non vogliono rassegnarsi al concetto che purtroppo questo è il mondo di oggi, e bisogna quindi adeguarsi.
Vogliamo, anche qui, a livello locale, dare il nostro contributo per ricostruire una sinistra unita e plurale, che sia in grado di rappresentare il mondo del lavoro, la solidarietà e la difesa dell'ambiente.
Vogliamo ricostruire le basi, a livello locale, per una politica che veda il cittadino protagonista e attivo, riprendendo le battaglie già iniziate sulla raccolta differenziata, sulla gestione pubblica dei servizi e per un nuovo assetto urbanistico che non premi solo i costruttori ma che dia risposte di vivibilità e compatibilità ambientale ai cittadini.
Noi di Sinistra Democratica, con questo semplice e snello strumento di comunicazione, vogliamo fare solo la nostra parte per costruire una coscienza civile e democratica nel paese, vogliamo essere partecipi al processo più vasto di riaggregazione della sinistra, e ci interessa soprattutto che San Cesareo diventi una cittadina dignitosa, vivibile, dove ogni cittadino si possa sentire orgoglioso di farne parte.
Per questo vogliamo che "il PUNTO" diventi uno strumento aperto, partecipativo, collettivo, dove tutti possano dire la propria, dare contributi, sollevare critiche, sollecitare battaglie civili, denunciare soprusi... e tutto quant'altro riterrete opportuno fare per affermare la capacità critica di cui San Cesareo ha estremamente bisogno.

Montezemolo: «Il decreto sulla sicurezza atto demagogico della sinistra».
Con i decreti attuativi della sicurezza sul lavoro, «si rischia l'ultimo atto di una sinistra anti-industriale e demagogica». l'impianto del testo sulla sicurezza sul lavoro «è tutto spostato sulle sanzioni, non c'è chiarezza sulle regole - ha detto Montezemolo - così si fa demagogia, si rende difficile l'attività delle imprese serie ma si rischia di non salvare una vita in più, che noi imprenditori consideriamo il primo valore da tutelare».
Questo è il pensiero di Montezemolo della destra italiana e dell’industriale italiano ciò che li spaventa è la galera: i morti si possono sempre pagare. Certo è che il governo Berlusconi, che i nostri amministratori locali amano tanto, provvederà ad annullare il decreto sicurezza lavoro.

UN PAESE IN SVENDITA
Quando il privato è bello, ma solo per chi ci guadagna

Sarebbe il caso di dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Ancora non siamo riusciti a farci una ragione sul perché la farmacia comunale, che rappresenterebbe una cospicua fonte di guadagno per il Comune di San Cesareo, sia gestita dall'ASP, che già altre scelte scellerate minacciano l'orizzonte sancesarese.
Avremo infatti un cimitero comunale, ma costruito e gestito dai privati, avremo un Centro Fieristico Comunale ma con terreno svenduto a privati sul quale potranno speculare, in cambio di sconti sui biglietti per i residenti.
Continua quindi la vecchia logica politica, che del resto dimostra c'è chi suggerisce un'iniziativa a proprio vantaggio (le imprese amiche) e chi esegue fedelmente e supinamente tale volere (il Comune).
Ci siamo mai chiesti se il Comune decidesse di fare l'imprenditore di se stesso, quante entrate aggiuntive ci sarebbero, e quanto queste, invece di ingrassare i soli noti, andrebbero a vantaggio dei cittadini con sgravi fiscali e riduzione delle tariffe per i servizi ai cittadini?
sdsancesareo@libero.it

lunedì 5 maggio 2008

Morire d'incenerimento in Francia

morire d'incenerimento in Francia
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - lunedì 05 maggio 2008